lunedì 30 ottobre 2006

Le origini della festa di Halloween

Come avrete notato dalle risposte del  sondaggio del 23 ottobre sul tema se festeggiate Halloween, direi che quasi tutti NON lo festeggiano, ma erroneamente alcuni pensano sia una festa americana...SBAGLIATO! Leggete un pò qua:


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 La tradizione di festeggiare la vigilia di Ognissanti (All Hallows' Eve Day, poi contratto in Halloween) non ha origini americane, ma radici europee. Deriva infatti dalle credenze degli antichi Celti che popolavano l'Irlanda, i quali nella notte del 31 ottobre festeggiavano Samhain, ossia la fine dell'estate e contemporaneamente il Capodanno.


In quella notte, credevano i Celti, le barriere fra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliavano tanto da permettere alle anime dei defunti di tornare sulla terra. Si spegnevano perciò i camini, per rendere le proprie case fredde e inospitali agli spiriti maligni, e si cercava di ingraziarsi quelli benigni con offerte propiziatorie per il nuovo anno, che appunto iniziava il 1° novembre. Poi, riuniti alle porte dei vari villaggi davanti a un grande falò, tutti insieme si ringraziava il Dio del sole per il raccolto dell'estate e si spaventavano con le fiamme le forze del male.


I celti erano pure convinti che, nella medesima notte, i morti dell'anno appena trascorso tornassero per visitare le case in cui erano vissuti e per scegliere il corpo della persona e dell'animale in cui avrebbero dimorato nei successivi dodici mesi (ultima tappa prima della definitiva conquista dell'aldilà).  Per sfuggire a queste anime vaganti, dunque, si prese l'abitudine di travestirsi da streghe o folletti, spiritelli o fate, demoni di tutti i tipi e le forme immaginabili.                                    


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8 commenti :

  1. Lo sapevo, ma solo x il fatto che gli americani l'hanno fatta loro la detesto, proprietà transitiva :-)

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  2. Infatti, non è una festa americana, ma celtica.

    Gli americani (intesti con statunitensi) sono una popolazione troppo giovane per avere tradizioni autoctone.


    Un salutone!

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  3. macciao..grazie x essere ripasata dal mio blog!buon halloween..e cmq dolcetto o scherzetto?!kix*

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  4. col tuo racconto mi hai quasi resa simpatica halloween

    ehehehehehe

    cmq ti confesso che non conoscevo la sua origine e anche io pensavo alla solita americanata.


    e poi vengono a dire che i blog sono inutili

    ahahahahah

    grazie fiore e buon halloween

    (difendi Ron dagli spiritelli cattivi ehehehehe)

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  5. Un po', come la chiami tu, di volgarità ci sta...d'altronde il blog è lo specchio di tutto il mio essere e io sono anche quello che ogni tanto sbocca di brutto...

    Sperando di nn aerti delusa troppo, un bacio:-)

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  6. direi che ci sono altre origini forse non solo celtiche ..

    Te ne lascio qualcuna

    “bisogna preparare ben pulite e riordinate le camere e alzarsi presto per lasciare il letto ai morti, stanchi del viaggio. Si avra’ inoltre l’avvertenza di porre del cibo sulla tavola, perche’ possano rifocillarsi.”

    1)

    “Alcune chiese antichissime, quella per esempio dei Cappuccini di Genova, aprono i loro sotterranei, dove scheletri interi e teschi ammoniscono i visitatori del comune destino umano”

    2)

    “Durante le novene dei morti, i fanciulli accendono l’öfizieu’ (l’ufficiolo), che e’ un gomitolo di cerino, non raramente fregiato, di cera bianca, gialla o altrimenti colorata. Accende a-i morti e’ dovere improrogabile di pieta’..." (io questo lo ricordo, era a forma di cestino o di bottiglia, si comprava nelle drogherie e il mio ricordo e' di colore giallo)

    "La mattina dei morti bisognava alzarsi presto e far subito il letto, con biancheria di bucato, perche’ i defunti tornano, quel giorno, alle loro case, e si riposano nei letti preparati dalla previdente memoria, dall’omaggio affettuoso dei loro cari.

    Lenticchie, ceci, fave sono cibi tradizionali del 2 novembre. Si preparano ceci, lenti, fagioli e fave secche (bacilli), che si mangiano conditi d’olio, con un poco di pepe e d’aglio.

    I pasticcieri preparano fave di pasta mandorlata e altri dolci propri della circostanza”

    3)

    “Piccoli drappelli andavano di casa in casa suonando e cantando canzoni e chiedendo qualche offerta che veniva poi impiegata dai parroci in funzioni di suffragio. L’entita’ di tali offerte non doveva essere trascurabile se si pensa che nel 1523 il rettore di Pareto, in Valpolcevera (qui ho un dubbio io perche’ esiste un Paveto in Valpolcevera - provincia di Genova - mentre un Pareto esiste nel Monferrato - provincia di Alessandria), rinuncia alla parrocchia in favore di altro sacerdote “eccetto le entrate che gli provengono dalle ‘cantegore’ degli uomini della parrocchia”

    4)

    “fino a pochi anni fa le osterie di Genova e del circondario offrivano gratuitamente stoccafisso e fave lessate, ‘stocche e bacilli’ agli avventori, ai quali restava in carico il vino"

    5)

    E infine un ultima

    “l’usanza di intagliare le zucche svuotate ed essiccate e’ tradizionale e tuttora praticata a Rezzo in alta Valle Arroscia. (nel ponente ligure). All’altro capo della regione a Biassa ‘le zucche che ridono’, illuminate con una candela all’interno, nottetempo venivano portate in processione dai giovani"

    6)

    note

    1) - (P. Giardelli, Il cerchio del tempo)

    2) - (A.Pescio, Terre e vita di Liguria)

    3) - (A.Pescio, Terre e vita di Liguria)

    4) - (V. Bo, La religione sommersa)

    5) - (riportata sia da Pescio che da Giardelli)

    6) - (G. Nervi, Le radici alpine di Halloween).


    un sorriso

    Mauri

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  7. per fioredicollina: Non so se hai letto anche il link (intendo nel mio post) ma se t'interessa davvero sapere tutto su Halloween vai a leggerti il link che porta al manoscritto di Riccardo Taraglio che è un ricercatore che la sa davvero lunga sulle usanze celtiche e sui celti in genere

    Un bacione

    Kat

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