Vivi con entusiasmo.
La gioventù non è un periodo della vita: è una forma del pensiero, è una condizione della volontà, una facoltà dell'immaginazione, una forza pura dei sentimenti, un predominio del coraggio sulla timidezza e della aspirazione di avventura sull'amore di comodità.
Nessuno diviene vecchio semplicemente perchè vive un certo numero di anni : gli individui invecchiano solo perchè disertano i loro ideali.
Gli anni rendono rugosa la pelle, ma rinunciare all'entusiamo rende rugosa l'anima.
Preoccupazione, dubbio, mancanza di fiducia, paura e disperazione, fanno piegare il capo e rigettare nella polvere lo spirito che vuole elevarsi. Sia a sessant'anni che a sedici, vi è nel cuore di ogni essere umano l'amore per la meraviglia, la dolce sorpresa delle stelle e delle cose e dei pensieri che assomigliano alle stelle, indomabile sfida agli eventi, l'inesauribile giovanile appetito per il "poi" e la gioia del gioco della vita.
Siamo giovani quanto la nostra fede, vecchi quanto il nostro dubbio; giovani quanto la fiducia di noi stessi, vecchi quanto la nostra paura; giovani quanto la nostra speranza, vecchi quanto la nostra delusione. Rimarrete giovani finchè il vostro cuore sarà recettivo ai messaggi di bellezza, gioia, coraggio, grandiosità e forza della natura, dall'uomo e dall'infinito.
Quando tutto sarà a terra, quando il più recondito angolo del vostro cuore sarà ricoperto dalla neve del pessimismo e dal ghiaccio del cinismo, allora e solo allora sarete veramente vecchi.
Samuel Ullman
Prendendo spunto da questo racconto trovato nel web, dal titolo "Vivi con entusiamo" e di cui condivido pienamente i pensieri ed il messaggio che reca in sè, deduco che mio padre è proprio vecchio: non tanto per l'età anagrafica e il suo precario stato di salute, ma proprio perchè noto in lui quanto ho evidenziato in corsivo : il suo sguardo spento, preoccupato, voglia di nulla, lasciarsi andare....tutto questo non influisce certo sul miglioramento, cerco di fare il possibile per rincuorarlo, gli dico e mi dico che presto starà meglio, che gli stanno facendo tutti gli esami proprio per trovare il giusto rimedio, ma io so che il suo cuore è stanco, così come il suo umore...parlo, parlo...ma parlo a me stessa? A volte le parole suonano vuote, forse è meglio il silenzio, il non raccontarsi storie, forse la realtà è diversa da ciò che si vorrebbe, forse accettare l'inevitabile fato sarebbe meglio?!
Mi sento persa pure io e forse non so neppure perchè sto scrivendo queste cose, forse perchè voglio convincermi che anche questo periodo passerà e il papà starà di nuovo bene o forse egoisticamente voglio convincermi di ciò per stare io stessa meglio...rileggerò quindi di nuovo questo racconto più volte, onde ritrovare il mio abituale spirito positivo e forza interiore, ne ho bisogno più che mai in questo periodo.
Grazie a tutti per i vostri saluti e pensieri affettuosi rivolti anche al mio papà. Vi abbraccio .